05 ago 2016

Peperoni ripieni di Fagioli Neri gratinati al Cheddar



Una specie di veg chili destrutturato, senza pomodoro, perché sono in partenza e ormai si va a esaurimento. 


Come sempre, alle mie mille versioni di chili accosto il Syrah, stavolta siciliano, Settesoli . Il Syrah è un vitigno antichissimo, di origine mediorientale, approdato in Francia nel medioevo e da lì diffusosi in tutto il mondo. In Italia è celebre quello toscano, caratterizzato da una speziatura complessa che richiede piatti elaborati. La versione siciliana, in cui la nota di pepe è più effimera e prevalgono i frutti rossi e, successivamente, la prugna surmatura e i sentori empireumatici, si adatta anche ad abbinamenti meno importanti, purché aromatici e a tendenza dolce/grassa, perché il tannino, pur morbido, è spiccato. 


Ingredienti:

Procedimento:
Lascia i fagioli in ammollo per una notte e lessali in abbondante acqua secondo le istruzioni sulla confezione. Scolali e lasciali raffreddare.
Nel frattempo, monda la cipolla e affettala in rondelle sottili. Scalda l’olio con la miscela di spezie e soffriggi gli anelli di cipolla finché non saranno dorati.
Frulla i fagioli, le cipolle e le uova e aggiusta di sale.
Elimina il gambo dei peperoni, tagliali in due nel senso della lunghezza e mondali dei semi e dei filamenti interni. Distribuisci il composto di fagioli all’interno dei peperoni e inforna a 180° per un ora.
Grattugia il cheddar, cospargine la superficie dei peperoni ormai cotta e passali per 5 minuti sotto il grill alla massima temperatura, per farli gratinare. 

03 ago 2016

Cotolette di Soya con Ravanelli arrostiti


Non avevo la minima idea che i ravanelli si potessero arrostire.
Alternativa light e rapida alle patate, per questi ultimi giorni prima della partenza, dediti esclusivamente allo svuotamento del frigo.

Se, come me, hai lo Sfornatutto, attaccalo a una presa in terrazza o in giardino, così eviti di trasformare la cucina in un crematorio. 


Ingredienti:

Procedimento:
Priva i ravanelli delle foglie,  tagliali a metà e disponili in una pirofila. Condiscili con sale, pepe e irrorali di olio. Cuoci in forno preriscaldato a 180° per 30 minuti.

Dopo i primi 10 minuti di cottura, aggiungi anche le cotolette.


01 ago 2016

Focaccia di Farro in padella con Tonno, Pomodorini e Parmigiano



Rubata pari pari dal blog di Elisa, modificando il ripieno con una farcitura un po’ più estiva e soprattutto svuota frigo, che qui tra un po’ si parte e ci sono ancora barattoli di olive e confezioni di farina a metà, da sottrarre all’attacco delle terribili farfalline della dispensa.


L’impasto, meno arioso e più umido rispetto a quello della pizza, si accompagna bene con una bollicina frivola, l’ Otello Malvasia delle Cantine Ceci, da malvasia del Colli Parmensi, alture battute dal “marino”, una brezza leggera, che asciuga le uve e ne favorisce una sana maturazione. Come tutti i vini emiliani, la Malvasia Parmense, in secco o frizzante, ruota attorno alla gastronomia di questa regione ed è tradizionalmente in questo senso che viene interpretata, in accompagnamento a salumi tipici o pasta ripiena. Il mio è un po’ un azzardo, ma si è rivelato azzeccato per la delicatezza dei profumi di albicocche croccanti e mandorla verde, che non impegnano troppo da un punto di vista di aromaticità, e soprattutto in bocca, dove la vivace freschezza, la buona sapidità e il perlage alleggeriscono la compattezza dell’impasto e la tendenza grassa del formaggio.   


Ingredienti:





Procedimento:
Setaccia la farina, il lievito, il sale e il peperoncino. Aggiungi l’olio e l’acqua e lavora fino ad ottenere un impasto sodo.
Suddividilo in due porzioni, stendile alo spessore di un cm circa e sistema la prima sul fondo di una padella sporcata d’olio e ricoprila con il tonno sfilettato, i pomodorini e il parmigiano grattugiato. Copri con l’altro disco di pasta, sigilla bene i bordi e cuoci a fiamma media, coperto, per 4 minuti. Gira la focaccia e completa la cottura dall’altro lato, sempre per 4 minuti.



31 lug 2016

La Grande Festa del Vino



Negli ultimi giorni mi sto occupando più di attività collaterali che non del mio lavoro principale, ma, si sa, prima delle vacanze va così, si semina per Settembre, tanto per trovarsi, non dico la strada spianata, ma almeno qualche germoglio, che renda più agile il rientro.
Non ho mai nascosto che mi piace il vino e magari piace anche a te. Allora perché non alleggerire la ripresa della routine con una puntata a Santa Maria di Sala, l’11 e 12 Settembre, per partecipare a quella che, giustamente, prende il nome di Grande Festa del Vino?
Nella prestigiosa location di Villa Farsetti, si riuniranno, infatti, 68 tra i migliori vignerons italiani e internazionali, per un tourbillon di degustazioni ed eventi gourmet, tra oltre 300 etichette e decine di perle della gastronomia: un viaggio virtuale attraverso l’Europa, all’insegna delle gioie della tavola, per conoscere vini pluripremiati, ma anche produzioni di nicchia, per confermare la propria fiducia nella viticoltura tradizionale e scoprire cosa possono offrire i metodi alternativi e quelli più coraggiosi, che osano pratiche e condizioni ambientali estreme.
Vinificazione in anfora, viticoltura eroica, Montagne de Reims, botritizzati del Burgenland… tutti nomi che, a qualsiasi appassionato, provocano una vertigine di curiosità.
 I più indiscreti (o i più metodici) troveranno soddisfazione nei tasting guidati, dedicati ai grandi rossi italiani, ai riesling e alle bollicine.
… e i più esperti avranno anche l’opportunità di tenere traccia di questa esperienza, grazie alla scheda tecnica di degustazione consegnata nel kit d’ingresso, nonché esprimere le proprie preferenze nell’elezione della migliore etichetta e del miglior produttore della manifestazione.
In programma anche una cena fusion, che proporrà le specialità culinarie dei vari paesi coinvolti, accostandole ai relativi vini.

Ci vediamo lì?

29 lug 2016

Panzanella Smoothie



Sono sincera: spero vivamente che questa pantomima dell’estate finisca presto.
Ho voglia di sentirmi pulita per almeno 8 ore di fila, dormire con la copertina, mangiare pasta al forno e bere rossi importanti. Voglio che l’alba smetta di svegliarmi alle 6.00 e che quando torno a casa da lavoro sia già buio, in modo da poter serenamente scivolare nel pigiama e infilarmi sotto il plaid, davanti al camino.
Dovrebbe far caldo solo quando si è in vacanza e invece ne ho ancora per due settimane.
Nel frattempo non ho voglia di affaticarmi… smoothie!

Ingredienti:
  • 3 pomodori a cubetti
  • 1 cipollotto tagliato fine
  • 1 cetriolo dadolato
  • 1 mazzetto di basilico
  • 3 cucchiai di farro soffiato (Prometeo Urbino)
  • 200 ml di latte di soya (Alpro)


Procedimento:
Frulla tutto.

Fine della ricetta

27 lug 2016

Farro, Mirtilli e Scelte di Vita


Quando l’ufficio stampa di The Bridge mi ha contattata per propormi di raccontare il mio stile di vita, il mio approccio all’alimentazione, al blog e alla genuinità devo dire che ne sono rimasta piuttosto sconcertata… un progetto di story telling piuttosto difficile per me, che, come ho spesso ripetuto negli ultimi mesi, mi sono interrogata a lungo sul significato che, ad oggi, dopo tanti anni di passione totalizzante, la cucina riveste per me.
Ma, d’altra parte, forse, partecipare a questa iniziativa, poteva essere l’occasione giusta per riflettere e trovare delle risposte un po’ più organiche di quelle che mi ero data finora.
Per molto tempo tutta la mia vita e la mia quotidianità hanno ruotato attorno alla ricerca e all’elaborazione di ricette sempre nuove, al reperimento degli ingredienti corretti, alla preparazione dei pasti e alla documentazione di ogni mio esperimento con una serie infinita di scatti. Ho investito in libri di cucina, pentolame, spezie esotiche, props per le foto, corsi di food styling, reflex e *tempo* quello che una donna normale avrebbe speso in vestiti, estetista e vita sociale.
Perché io sono fatta così: o tutto o niente. Se qualcosa mi interessa diventa la mia religione, poi piano piano un’ossessione. Se non ho modo di dedicarle tutte le mie energie, allora è meglio lasciar stare.



No, non è vero. Non sono più fatta così. Sto cercando di cambiare, di trovare una misura, di accettare di amare (ed essere amata) anche con moderazione, senza che la mente si obnubili e tutto il resto perda di senso.
E quindi, sì, mi sono accostata al blog, ormai otto anni fa, con una curiosità e una timidezza presto sfociate nella nevrosi e nell’identificazione assoluta con questo spazio, poi ho preteso di occuparmene anche in un periodo in cui non mi interessava più, per pura e mera rigidità mentale, infine ho alternato periodi di aggiornamento regolare con lunghi silenzi stampa.
Vediamo quindi di riprendere le fila e utilizzare un approccio ragionevole.
Sono una ragazza Vogue, almeno fino a che non apro bocca, non sono assolutamente più interessata ad alzarmi all’alba per fare le foto con la luce giusta. Mi piace uscire la sera e dormire fino a tardi la mattina. Se ho una giornata libera sono capace di cucinare per un reggimento, in modo da garantirmi nutrimento sano e vario per la settimana successiva; porziono, congelo, pulisco la cucina e per una settimana non apro nemmeno il gas. In perfetto stile cammello.
Cucinare mi rasserena, mi rilassa e mi permette di entrare in uno stato meditativo probabilmente molto simile a quello che si raggiunge colorando i mandala. E mi piace decorare i piatti con una rifinitura semplice, che suggerisca un’idea di naturalezza.
Ma preferisco mangiare, bere, fare shopping, l’amore, le coccole al mio gatto, leggere, camminare, soffocare dal ridere, ballare, mettermi lo smalto.



E quindi, in questa strana fase di passaggio verso la costruzione di una nuova me, il mio rapporto con questo blog sarà fluido e spontaneo come quello che ho col cibo e la sua manipolazione, cucinerò quello che mi va di mangiare e fotograferò quello che riesco, quando cucinare e la “luce giusta” coincideranno, e pubblicherò ricette anche già pubblicate in passato, se ho modificato anche solo una spezia e replicarle mi ha fatto sentire felice.
Ci sarà tanto spazio per ingredienti freschi e semplici, prevalentemente di origine vegetale, come le tante gustose e sane bevande sostitutive del latte proposte da The Bridge, ma non mi rovinerò la manicure per impastare il pane in casa e non rimanderò più un appuntamento con una persona cara perché ho comprato il salmone fresco. Lo metterò in freezer e lo scongelerò quando avrò voglia di salmone.



E, se avrò ospiti improvvisi, anziché lustrare la casa, preparerò un crumble di mirtilli, che è il dessert più semplice del mondo e, in cottura, sprigiona un profumo tale da far dimenticare l’inadeguatezza del resto del menu, il disordine, e si può mangiare anche a colazione, accompagnato da un bicchiere di latte di farro (in pendant con la farina dell’impasto) nel caso la cena finisca particolarmente bene.


Ingredienti:
  • 150 gr di farina integrale di farro (Prometeo Urbino)
  • 60 gr di "sucre du berger" (particolare miscela di zucchero bruno, lavanda, limone e issopo, che ho acquistato in Provenza, lo puoi sostituire con zucchero di canna o bianco e, magari, una grattugiata di scorza di limone)
  • due cucchiai di olio di semi di girasole
  • 3 cucchiai di latte di farro (The Bridge)
  • 5 bacche di cardamomo
  • 400 gr di mirtilli
  • 3 cucchiai di amarene in sciroppo
Procedimento
Inserisci nel mixer la farina e 3 cucchiai di zucchero e mescolali a bassa velocità. Versa l'olio e il latte e frulla a piccoli colpi per ottenere delle briciole grossolane.
Riponi in freezer, mentre prepari la frutta: estrai i semini del cardamomo dalle bacche e pestali finemente al mortaio. Mescolali con i mirtilli, le amarene e lo zucchero rimasto.
Disponi il tutto in una pirofila, ricopri con le briciole e passa nuovamente in freezer, mentre preriscaldi il forno a 180°. Cuoci per 30 minuti.


25 lug 2016

Conchiglie con Sugo Finto d Olive Schiacciate


Una ricetta nata così, per caso, in una domenica pomeriggio di pioggia, sonno e noia, più di un mese fa.
Non dev’essere particolarmente complessa perché l’ho preparata mentre ero al telefono e bevevo il vino che avrei dovuto usare per sfumare il sugo, un Syrah Rosé della Cantina Settesoli, realizzato attraverso la vinificazione in rosato, con il metodo del salasso, dell’omonimo vitigno, più conosciuto nella versione rossa.  In rosato la caratteristica speziatura viene meno, per lasciare il posto a delicati sentori di rosa e frutta rossa croccante, con una vaga nota minerale. In bocca si presenta sapido e fresco, con un bel finale armonioso e persistente.  


 Ingredienti:
  • 340 gr di olive schiacciate (Ficacci)
  • olio di semi di girasole
  • 150 gr di verdure miste per soffritto già cubettate
  • un bicchiere di vino rosé
  • un tubetto di doppio concentrato di pomodoro
  • 500 gr di conchiglie (Girolomoni)

Procedimento:
Dadola le olive e lasciale in ammollo per un paio d’ore, cambiando l’acqua di frequente, affinché spurghino l’amaro e il sale in eccesso.
Scalda l’olio e rosola il misto per soffritto. Aggiungi le olive, falle insaporire per un paio di minuti e sfuma con il vino. Alza la fiamma per far evaporare l’alcool e unisci il concentrato di pomodoro e un bicchiere d’acqua.
Cuoci coperto a fiamma media per circa mezz’ora. L’ideale sarebbe lasciar raffreddare completamente il sugo e poi scaldarlo nuovamente al momento di condire le conchiglie, lessate seguendo le istruzioni sulla confezione e scolate al dente